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Pubblicate le lezioni on line del metodo Ruggiero. Le lezioni sono disponibili al seguente indirizzo

 

 

 

NUOVE MODALITA’ DI APPRENDIMENTO DELLA LINGUA GRECA

Imminente è la pubblicazione di un innovativo strumento didattico che si propone di guidare gli alunni all’apprendimento contestuale e induttivo della lingua greca partendo da un testo letterario, raffinato nello stile e avvincente nella storia. Si tratta del romanzo d’età imperiale greco-romana “Dafni e Cloe” di Longo Sofista, III d.C.
Il testo è suddiviso in capitoli, i quali, a loro volta, sono articolati in paragrafi sì da favorire una fruizione agile e leggera attraverso la brevità del testo proposto. Capitolo e paragrafi sono corredati da titoli in lingua greca: ciò costituisce non solo uno stimolo all’acquisizione induttiva del lessico, ma anche una modalità didattica interessante, l’uso della lingua2 per apprendere la lingua 2. Il testo greco è poi preceduto da un breve sommario, questa volta in lingua italiana, una sorta di pre-testo per la comprensione ed una prima contestualizzazione: l’alunno viene preparato e accolto in una sorta di ingresso,affinché sappia anticipatamente cosa andrà a leggere. Dopo il testo segue sistematicamente un questionario in lingua greca: esso serve non solo ad appurare la comprensione del testo greco letto, ma anche all’interazione audio-orale; il metodo colloquiale e della conversazione è infatti un mezzo per acquisire la lingua, per vivacizzare l’apprendimento e per usare la lingua: quindi un apprendimento non solo teorico, ma anche pragmatico delle regole grammaticali.
Successivamente è prevista una sezione dedicata al focus on form di natura lessicale e/o morfosintattica. Dal testo vengono di volta in volta selezionati e  scelti i termini ele strutture grammaticali fondamentali oggetto di studio mirato. Ogni capitolo è poi corredato da una scheda di approfondimento sulla cultura e sulla civiltà, traendo sempre spunto dal testo e sempre attraverso il lessico. La scheda soddisfa l’esigenza di offrire all’alunno un apprendimento integrato e contestualizzato, evitando il monopolio della morfologia e della sintassi ed emancipando il lessico da quella sudditanza che spesso lo ha reso mero oggetto della manipolazione grammaticale e flessiva. Infine sono proposti esercizi vari, come dialoghi, racconti e brevi testi legati tutti all’uso vivo della lingua in una prospettiva o storica o attuale, ove però il discente ritrova un lessico noto e strutture morfosintattiche familiari

Il Metodo Didattico

Il metodo didattico proposto è caratterizzato da un approccio anzitutto flessibile e duttile, che rifugge da ogni rigidità, ma prioritariamente induttivo ed empirico, che punta sull’assimilazione della lingua  e delle sue strutture partendo dall’uso per arrivare gradualmente alla riflessione grammaticale e teorica non una sola volta, ma ripetutamente e in forma temporalmente ricorsiva.
Ciò comporta una modulazione diversa rispetto alla scansione dei contenuti e degli oggetti disciplinari da apprendere, sempre nel rispetto della tassonomia dell’apprendimento ma anche nell’ottica di una sua acquisizione il più possibile “economica”, funzionale e rapida.
Scopo principale rimane la traduzione, non quale mezzo per la comprensione, ma viceversa fine e diretta conseguenza di quest’ultima.
Lo studio della lingua sarà condotto curando in forma sincronica e parallela l’uso, la grammatica e il lessico, quale specchio ed espressione della civiltà. Lo studio del lessico non sarà poi affidato a criteri di pura casualità o di scansione grammaticale, ma a criteri più specifici quali campi semantici, linguaggi settoriali, contesto d’uso, morfologia.
Lo studio della lingua privilegerà l’apprendimento del lessico e di un bagaglio lessicale autonomo, in maniera tale che l’allievo possa cimentarsi nella traduzione testuale, secondo le opportunità valutate dal docente, tanto con l’ausilio del vocabolario quanto senza di esso. L’uso del vocabolario sarà graduale e appreso in forma guidata e non “a priori” ma “a posteriori”, dal momento che spesso la sua consultazione si rivela ostica e  a volte fuorviante.
Per un apprendimento della lingua che si traduca non in una sua acquisizione, ma in un suo possesso saranno curate le quattro aree delle abilità, nella consapevolezza che tale obiettivo è tanto più perseguibile quanto maggiore sarà la pluralità degli stimoli e delle forme attraverso le quali questi vengono proposti e forniti. Ciò significa che tutti gli esercizi di comprensione e produzione linguistica non si prefiggono lo scopo di formare anacronistici latinofoni e grecofoni, ma utilizzare le diverse facoltà espressive come risorse e mezzi per la fruizione dei testi in lingua originale.
La centralità dell’insegnamento-apprendimento rimane affidata ai testi, che durante il percorso formativo avranno gradualmente ma quanto prima possibile il ruolo di “grammatica viva” e di palestra in cui acquisire conoscenze, abilità e competenze sul piano non solo squisitamente grammaticale, ma linguistico e culturale.
Soprattutto nelle prime fasi al frasario tradizionale saranno affiancati brani di versione maggiormente contestualizzati e testi redatti ad hoc che riproducano fedelmente la lingua antica nelle sue strutture e nel lessico e che nel contempo abbiano attinenza con aspetti della civiltà oggetto di studio.
A tal fine gli stimoli miranti all’apprendimento saranno diversificati, così come diverse  e pluriprospettiche saranno le modalità di verifica; da ciò ne consegue che gli strumenti valutativi dovranno essere conformi e coerenti con le prove di verifica e pertanto dovranno essere pensate ad hoc. Gli strumenti di valutazione dovranno descrivere le competenze attese, distinte nei livelli canonici delle certificazioni europee, che sostanzialmente non si discostano da quelle “tradizionali”, se non nel fatto che si arricchiscono nella casistica delle richieste e nelle modalità di prestazione.

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